FUTURO SAVOIA. Mazzamauro potrebbe lasciare Intervista a tutto campo a Renato, il figlio del patron. Altri club interessati a fare calcio con l’attuale dirigenza. Tutto ruota intorno allo stadio Giraud, il j’accuse nei confronti del sindaco e dell’Amministrazione: “Ci sentiamo presi in giro, a fine stagione decideremo la nostra permanenza o meno a Torre. Noi puntiamo al professionismo”

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mazzamauro_renatoLa questione Giraud, con il colpevole immobilismo che ha caratterizzato e sta caratterizzando ancora l’Amministrazione comunale, si intreccia inesorabilmente con il futuro e con la permanenza della famiglia Mazzamauro a Torre Annunziata. Abbiamo affrontato questo delicato discorso con Renato Mazzamauro (nella foto con suo padre), vicepresidente e figlio del patron Alfonso che ovviamente espone anche il pensiero di suo padre. Abbiamo posto domande ‘scomode’ ma schiette al nostro interlocutore per capire e far comprendere alla Piazza quali siano gli intendimenti dell’attuale proprietà, non senza però prima affrontare un excursus di questi tre anni di gestione Mazzamauro, partendo proprio dalle parole del consulente tecnico Emanuele Righi nel dopo gara di domenica scorsa.

LE CONTROVERSE PAROLE DI RIGHI – In sala stampa nel post Savoia-Cassino, Righi ha effettuato alcune dichiarazioni a sensazione. “Savoia sopravvalutato. Squadra non da primato. Ad inizio stagione venduto un prodotto eccessivo rispetto al suo valore reale”.

Su chi gli strali di questa parole?

Emanuele non si rivolgeva alla società ma alla squadra. Lo ha fatto per spronarli perché domenica dovevamo e potevamo fare di più”.

Ad ascoltare quei pensieri però è sembrata proprio la società il suo obiettivo considerando che la rosa è stata allestita dalla dirigenza”.

Una delle interpretazioni poteva essere quella ma vi assicuro che non era il reale pensiero del direttore che probabilmente si è riferito al contesto di quella gara non conoscendo l’evoluzione di questa annata nella quale se abbiamo operato sul mercato con frenesia, come ho sentito chiedere da qualche giornalista, è stato perchè, causa il manto del Giraud, i giocatori sono stati costantemente vittime di infortuni muscolari. Scalzone, Depetris, Fornito, Sorrentino, Russo si sono fatti tutti male a causa del fondo in sintetico dello stadio ormai ridotto a cemento. Questo ci ha costretti a continui interventi sul mercato per tamponare, di volta in volta, queste assenze perché il nostro obiettivo era ed è quello di lottare per il massimo obiettivo fino alla fine”.

Ci consenta però di ricordarle che nella conferenza stampa di inizio stagione è stato proprio il patron Alfonso a dichiarare che questo Savoia avrebbe fatto meglio dell’anno precedente, dichiarazione poi ribadita dall’allora tecnico Aronica.

“E’ vero mio padre disse queste parole ma era un contesto diverso perché eravamo ancora in bilico tra Lega Pro e D, c’era la concreta speranza di poterci giocare la promozione anche perchè il sindaco ci aveva rasserenati sulla circostanza che gli imprenditori locali avrebbero potuto darci un contributo per affrontare il campionato. Tutto ciò non è avvenuto come non è stato fatto nulla sulla stadio. Noi ci stringemmo la mano con Ascione e per noi la mano vale tanto, gli impegni li manteniamo, il nostro interlocutore però non ne ha mantenuto neanche uno ed oggettivamente ci siamo sentiti presi in giro”.

IL BILANCIO DELLA STAGIONE – Quinto posto in classifica, ultimo utile per gli spareggi promozione.

Come giudica questa stagione al netto delle aspettative iniziali?

“Considerando gli infortuni, le promesse disattese del sindaco, il venir meno di molti imprenditori e, non ultimo, il Monterosi che ha fatto un campionato da record, come mai accaduto in questi 5 anni di nostra esperienza in D, posso ritenermi soddisfatto. Non ci fermiamo però, ribadisco che puntiamo a vincere i play off perché vogliamo il professionismo”.

DAL MERCATO AGLI ALLENATORI – Sul fronte mercato Mazzamauro ci ha spiegato il perché dei tanti acquisti, per quanto riguarda gli allenatori?

Aronica era stato scelto proprio in prospettiva della Lega Pro. Lo avevamo fatto convintamente perchè con il direttore Musa del quale ho una profonda stima, erano già stati opzionati importanti giovani di Inter, parma e Genoa. Purtroppo la C è saltata e ci siamo trovati a dover allestire, in tutta fretta, la nuova squadra. A tal proposito evidenzio che Carlo Musa era arrivato proprio perchè aveva la giusta professionalità ed i titoli per svolgere il ruolo di diesse in C”.

Per completare il discorso sul profilo dirigenziale, quale il futuro di Rais e Righi?

Giovanni Rais è un professionista esemplare, perfetto, opera con in maniera impeccabile, a questo si aggiunge che si è instaurato un rapporto personale molto importante al punto di considerarlo parte di noi, sarà con questa società anche in futuro. Con Righi  c’è un franco confronto, sarà un piacere continuare il progetto insieme perché trovare una famiglia come la nostra non è certo semplice e lui ne è consapevole”.

E sulla squadra dello scorso anno?

Parlato è voluto andare via per motivi personali, è rimasto molto colpito dal Covid ed ha voluto avvicinarsi alla famiglia che vive a Padova. Abbiamo rispettato e condiviso umanamente la sua scelta. Per quanto riguarda i giocatori invece i vari Osuji, Gatto, Guastamacchia avevano già un’intesa di massima per la C, quando questa è tramontata hanno fatto richieste molto esose ed a quel punto io e mio padre non ci siamo fatti prendere per la gola e li abbiamo liberati”.

IL FUTURO DEL SAVOIA – Veniamo alla parte clou della nostra lunga chiacchierata con Renato Mazzamauro.

Al momento siete in serie D, per la prossima stagione è molto probabile che resterete in quarta serie. Cosa farete? Resterete a Torre?

Noi crediamo ancora nella C, dovremo vincere i play off e poi auspichiamo che ci possano essere concrete possibilità di ripescaggio”.

La ‘storia’ dei play off non dice questo però. Negli ultimi anni non si sono registrati ripescaggi. Cosa vi fa credere che quest’anno le cose possano andare diversamente?

Ci sono molti club di C in difficoltà e noi abbiamo le carte in regola sia sotto l’aspetto sportivo che per numeri di bilancio. Il problema è il Giraud. Con lo stadio così com’è non andremo da nessuna parte, anzi aggiungo che non saremo neanche in grado di fare la D perché il manto erboso è così dissestato che già siamo costretti ad allenarci fuori, figuriamoci per le partite”.

C o D poco cambia, il punto della diatriba il Giraud. L’ultimo Consiglio Comunale (poi slittato per mancanza numero legale) non aveva nell’ordine del giorno lo stadio. La realtà, al momento dice, che il Giraud non è nell’interesse di questa Amministrazione. Quindi…

A fine anno tireremo le somme e capiremo cosa fare, in questo momento non le posso dire con certezza se resteremo o se andremo via. Dobbiamo valutare tutto. In primis ci siamo indebitati proprio per le mancate promesse del sindaco e dovremo appianare questa situazione, ma è ovvio che così non si può andare avanti. Noi ci prendiamo le nostre responsabilità sotto l’aspetto puramente sportivo, ci mancherebbe ma per tutto il resto l’Amministrazione ed in primis il sindaco hanno grandi colpe”.

State quindi valutando altre ipotesi?

“La nostra correttezza ed onestà è conosciuta non solo in Campania, le confesso che ci sono diversi club di D e professionistici che ci stanno chiedendo di entrare in società. Stiamo valutando perché il Savoia ci è ormai entrato nel cuore. Io dopo la famiglia ed il lavoro ho il Savoia. Non è una decisione facile da prendere ma vogliamo essere messi nelle condizioni di poter rimanere, il Savoia resta la nostra priorità, lo dimostrano gli enormi sacrifici sostenuti in questi tre anni”.

Come?

Abbiamo detto al sindaco che entro fine anno avremo bisogno dello stadio. Stiamo ancora attendendo una sua risposta. Almeno il manto erboso va fatto. Avevamo avanzato l’ipotesi anche di tornare all’erba naturale che prevede un costo più contenuto ma, al momento, tutto tace. Non c’è un progetto, non c’è una delibera, non c’è niente di niente. Spiegatemi voi come, in queste condizioni dovremo continuare a fare calcio in una città che ha visto la tifoseria e gli sponsor locali esserci sempre vicini ma che poi nelle istituzioni ha evidenziato un’assenza imbarazzante”.

Il tempo sta quindi per scadere?

“Non lo dico io, lo dicono i fatti. Vogliamo avere fiducia ma per farlo non ci basteranno più le parole o le strette di mano, vogliamo vedere fatti concreti. Un progetto approvato, un bando per i lavori, l’inizio degli stessi, altrimenti è come parlare all’aria e credetemi con l’aria non si fa niente”.

(Rodolfo Nastro)





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