LUPA ROMA. Cucciari: “Il nostro segreto? L’avvio sprint” Intervista al tecnico capitolino specialista in promozioni. Salvezza raggiunta in anticipo con tante soddisfazioni: “Contro il Lecce la vittoria più bella”

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cucciariTrentaquattro presenze in serie A, duecentoquarantotto in cadetteria, quattro promozioni in carriera. Un bagaglio di esperienza da poter spendere in molti club professionistici e, invece, per il suo esordio in panchina, Alessandro Cucciari (nella foto) scende in Eccellenza approdando al Terracina. Ed è subito vittoria. L’accesso in serie D giunge sul filo di lana nella finale dei play-off nazionali di categoria contro la Correggese. E’ la stagione 2012-‘13. Dai tigrotti pontini alla Lupa il passo è breve: il progetto del presidente Cerrai è ambizioso, si pensa alla Lega Pro. E il tecnico capitolino non sbaglia il bersaglio grosso centrando la seconda promozione consecutiva con la prestigiosa appendice di una finale scudetto dilettanti persa di misura contro il Pordenone. Confermatissimo, gli si chiede il classico anno di assestamento in categoria. Obiettivo raggiunto con la sola matematica ad impedirgli di stappare lo champagne.

Mister, in tre anni da allenatore tanti traguardi raggiunti. E adesso?

“Al momento il mio obbligo è quello di finire la stagione nel migliore dei modi anche se possiamo dire che le nostre piccole soddisfazioni ce le siamo già prese: nel primo anno assoluto tra i professionisti, la Lupa non è mai entrata in zona play-out. La società ha stima di me per non continuare l’avventura qui. Certo, se dovesse capitarmi la grande occasione ci penserei, ma non prima di averne parlato con il presidente Cerrai con il quale ho eccellenti rapporti”.

Avete confermato molti elementi della promozione in Lega Pro che, alla luce del buon campionato della Lupa, sembrano non aver patito il salto di categoria. E’ la serie D un torneo importante o la terza serie un campionato meno qualitativo delle attese?

“Lo scorso anno abbiamo allestito una rosa di ottima qualità che non abbiamo stravolto in quanto ritenevamo, e i fatti ci hanno dato ragione, di poter essere competitivi anche nella serie superiore nonostante la presenza di compagini di grande spessore che ci hanno confermato quanto pensavamo: la Lega Pro è un torneo difficile e di buon livello. Per quanto ci riguarda, inoltre, mi piace sottolineare che la prima parte di campionato l’abbiamo disputata con atleti in età media in ottemperanza alla legge sugli under”.

L’inizio lanciato è stata una sua precisa scelta?

“Esattamente. Ho creduto fortemente in un avvio importante perché me lo diceva la mia esperienza di calciatore e poi perchè… “chi ben comincia è a metà dell’opera”. A parte la battuta, ho ritenuto che alla lunga i reali valori delle squadre sarebbero certamente venuti fuori com’è successo, e per sfruttare l’onda di entusiasmo determinata dalla promozione e dall’esordio assoluto in un campionato professionistico pieno di piazze importanti e prestigiose. Occorreva mettere fieno in cascina con quanto più anticipo possibile”.

La partita più bella della Lupa e quella che le ha lasciato il rammarico maggiore.

“Nella prima categoria rientra certamente quella con il Lecce, prima di campionato, una vittoria indimenticabile e che ci ha inorgoglito contro un avversario importante. Ma non dimentico la bella vittoria a Cosenza, la grande prestazione, in dieci, contro il Benevento e la sfortunata partita di Caserta dove, sotto di due reti, abbiamo rimontato perdendo solo nel finale in maniera assai rocambolesca. Nella seconda, in generale il non aver avuto la possibilità di raggiungere il traguardo salvezza con largo anticipo come era nelle nostre possibilità”.

La sua squadra fa parecchia fatica in trasferta, come se lo spiega?      

“Il nostro difetto principale è che giochiamo sempre per vincere. Non ci rendiamo conto che talvolta è bene badare alla sostanza e accontentarsi. Anche con le grandi, in molte occasioni, siamo stati troppo belli, presuntuosi e poco determinati. E’ un nostro limite, lo ammetto”.

Se le dico Lecce, cosa mi risponde?

Ride.

“In quella città ho vissuto anni intensi: è nato mio figlio, abbiamo ottenuto due promozioni consecutive salendo dalla C alla A e ho stretto un legame solido con quella gente”.

E di mister Ventura cosa mi racconta?

“E’ stato il mio tecnico proprio a Lecce e l’uomo dal quale ho imparato molto di quello che sto attuando in panchina. Persona preparatissima e assai disponibile. Sono contento di averlo conosciuto”.

Sabato si gioca senza pubblico. Cosa ne pensa?

“Il calcio senza pubblico è un’assurda privazione. Capisco che se ci sono restrizioni così pesanti qualche problema c’è, ma privare la gente di godersi uno spettacolo sportivo è un vero dispiacere. Credo che per il Savoia sarà l’ennesimo ostacolo di una stagione travagliata”.

Che squadra si troveranno ad affrontare i bianchi?

“Giocheremo la nostra partita. La matematica dice che non siamo ancora salvi e perciò andiamo alla ricerca di punti”.

A suo giudizio dal girone C potrebbe sortire la quarta promozione?

“A mio parere, Juve Stabia, Lecce, Matera e Benevento hanno le carte in regola per giocarsela fino in fondo. Tifo per loro anche perché averle affrontate e messe in difficoltà è un vanto per la Lupa”.

(Matteo Potenzieri)





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