SAVOIA E MADONNA DELLA NEVE. Un convengo per la legalità Alla Basilica di Maria S.S. della Neve è intervenuto anche il presidente Matachione: “Vicini allo Stato e alla gente onesta. La parte sana della città sostenga il nostro progetto”

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matachione_convegnoGrazie! Il convegno promosso dal Savoia calcio che si è tenuto questa mattina nella sala attigua la Basilica di Maria S.S. della Neve, ha rappresentato un punto di partenza per il ritorno alla legalità, non solo concettuale ma concreto. Un parterre di primo piano, che ha nobilitato una mattinata nella quale i presenti hanno respirato un’aria nuova, una voglia di cambiare, insieme, per restituire dignità al nostro bellissimo territorio.

IL SALUTO DI DON FRANZESE – ‘Savoia e Madonna della Neve: passione e fede. Ma per cambiare serve altro…’, questa la significativa locandina che ha presentato il convegno e sulla quale si è dibattuto con partecipazione collettiva. A fare gli onori di casa è don Palino Franzese, il parroco della Basilica.

“La passione ci unisce, la fede ci fortifica, ma c’è bisogno di riscatto. Da soli è difficile, se ci uniamo per il bene della città potremo costruire le basi del futuro. Permettetemi di ringraziare il dottor Matachione che ci è stato molto vicino nell’organizzazione della festa patronale”.

IL DIKTAT DI MATACHIONE – Il presidente Matachione è il primo a prendere la parola. In primis annuncia l’assenza del Principe Filiberto che per un grave lutto che ha colpito la famiglia Gancia, che porta il sigillo sabaudo, ha dovuto recarsi altrove.

“Quando siamo arrivati a Torre Annunziata c’era un presidente che scappava e non ci ha lasciato nulla, Emanuele mi chiamò per dirmi che non potevamo darla vinta a chi voleva il male della città e del Savoia, siamo arrivati ed abbiamo cominciato da zero ed in tre anni abbiamo portato la casacca bianca tra i professionisti. Non nascondo che abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere attacchi, chi lo fa è la camorra e lo dico alla presenza dal magistrato Catello Maresca, un grande eroe, che la combatte quotidianamente ed è stato colui che ha arrestato il boss Zagaria. Gli imprenditori locali ci hanno voltato le spalle ma in parte li capisco perché ci hanno detto che se ci avessero aiutato, il giorno dopo avrebbe bussato la criminalità alla loro porta per chiedere qualcosa. Noi siamo rimasti e vogliamo continuare a stare qui, siamo vicini allo Stato, alla gente onesta, a chi vuole il bene di questa città. Mi rivolgo proprio alla parte sana affinché ci sostengano in questo nostro progetto di sport e legalità”.

Le parole sul Prefetto Tomao.

“Un esempio emblematico dell’assenza della classe politica che per anni ha governato Torre riguarda lo stadio. Quando ci insediammo ci fu promesso che la struttura sarebbe stata resa agibile per il professionismo. Sono trascorsi tre anni e nulla è stato fatto. A 48 ore dall’iscrizione del campionato ci fu rifiutato anche Castel di Sangro dopo un primo si del sindaco, questo perché rappresentavamo una città di mala vita. Sulla strada del ritorno a Torre chiamai il Prefetto Tomao, appena insediatosi al Comune, ci vedemmo ed in 3 minuti, risolvemmo la questione stadio, con la disponibilità di Giugliano. Tomao per me è un vero sindaco, rappresenta lo Stato e lo Stato ha fratto quello che in tanti anni non è riuscita a fare la politica locale, tutto per il bene della collettività”.

Il messaggio finale.

“Il Savoia non ha colori politici, saremo sempre vicini a chi, nella legalità, amerà fare per il bene comune”.

(Rodolfo Nastro)





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