
Defraudati – ci si auspica solo temporaneamente – della Tribuna Stampa “Catello Coppola” e in attesa della promessa sala stampa, le voci dei protagonisti riecheggiano in un angusto stanzino non degno di un club di serie professionistica.
FORMISANO. Un soddisfatto mister Formisano è il primo a rilasciare dichiarazioni.
“E’ stata una vittoria del gruppo. Sapevamo di affrontare un’ottima squadra e ci siamo preparati al meglio ma dover far fronte a due infortuni dopo appena cinque minuti di gioco non è stata cosa semplice. Per questo ringrazio chi è subentrato (Zoboletti e D’Amore per Cozzoli e Iob, ndr), che ha dato l’anima ed è subito entrato nel clima agonistico. Sono orgoglioso di allenare questi ragazzi che hanno voglia di imparare e migliorarsi. Vincere in questo stadio poi, è stato qualcosa di indescrivibile. E’ stata un’emozione unica che sognavo esattamente così. Avevamo bisogno del calore della nostra gente e finalmente l’abbiamo trovato. Lasciatemi dire che se avessimo giocato sempre al Giraud avremmo certamente avuto qualche punto in più in classifica. Comunque, è stata una vittoria importante ma non parlerei di svolta poiché il peso di conquistare i tre punti è dovuto essenzialmente ai tanti sacrifici cui ci sottoponiamo per regalarci e regalare soddisfazioni. Ci mancava il Giraud? Certo! Ma l’abbiamo finalmente trovato. Per quanto riguarda Nepi, ha fatto una partita di sacrificio come gli era stato chiesto. Il cambio con Yeboah è stato dovuto solo ad una certa stanchezza per l’enorme dispendio di energie e ad una ripresa dove le dinamiche di gioco sono cambiate.”.
VECCHI. E’ il momento di Stefano Vecchi, tecnico dell’Inter U.23.
“Nel primo tempo abbiamo avuto un impatto con la gara non ottimale subendo oltremodo il Savoia per una ventina di minuti dove abbiamo pagato alcune ingenuità. Nella ripresa, invece, molto meglio anche se abbiamo qualche rimpianto per non essere riusciti a concretizzare quanto di buono costruito. Non abbiamo mollato ma ci è mancata la continuità. L’inserimento nel girone meridionale, più fisico e meno tecnico rispetto al girone A, ritengo sia comunque positivo proprio perché si tratta di un calcio diverso da quello che fino a ieri i ragazzi erano abituati a giocare. Ovvio, occorre un po’ di tempo per entrare nelle nuove dinamiche ma ci stiamo ambientando, credo, abbastanza velocemente anche perché i nostri obiettivi principali sono quello di mantenere la categoria e far crescere i ragazzi.”.
SCOTTI. E’ il momento di Filippo Scotti.
“Una gara che non vedevamo l’ora di giocare. E in più, mi è toccata l’enorme soddisfazione di segnare il raddoppio e andare ad esultare sotto una curva calorosissima, guardare in faccia i tifosi e godere della loro gioia è stata una sensazione bellissima. Per tacere dell’intimo compiacimento provato nel segnare ai “cugini”, io, ex milanista! Ad ogni modo, eravamo sul pezzo, la concentrazione è stata altissima ed è andata come doveva andare. Per quanto riguarda i compagni di prima linea, essendo rapido nei movimenti e piuttosto veloce, con Nepi ho molto spazio laterale mentre con Yeboah, più spazio interno, ma tutto dipende anche dall’ andamento della gara.”
(Matteo Potenzieri)
