Giraud croce e delizia per il Savoia e l’intero popolo torrese. Anche quest’anno l’impianto di Piazzale Gargiulo è un problema da risolvere e sta tenendo in ansia società e tifosi perché dopo la storica promozione in Lega Pro, lo stadio cittadino, di proprietà del Comune, non è attualmente in grado di accogliere gare di un campionato professionistico. Per questa ragione il Savoia è alla spasmodica ricerca di un’alternativa da presentare in Lega nell’attesa che il Giraud sia ‘abile e arruolabile’.
L’ISCRIZIONE – Che la società stia facendo le cose nel migliore dei modi lo conferma la già avvenuta iscrizione al campionato, giunta con ampio anticipo rispetto ai tempi previsti. Il Savoia è tra i primi club ad averla effettuata evidenziando un’importante solidità economica.
LA QUESTIONE GIRAUD – Già da tempo la società aveva chiesto più volte all’ex sindaco Cuccurullo che lo stadio fosse adeguato alla Lega Pro. Tra lavori fatti ed altri, fondamentali per l’obiettivo, non eseguiti, tra promesse non mantenute e non ultimo il commissariamento dell’Ente con l’arrivo die commissari prefettizi, la strada si è inerpicata. Infatti l’interlocuzione con i rappresentanti del Governo che staranno in città per almeno 18 mesi non è certamente semplice. Il loro obiettivo è quello di ripristinare regole e legalità, pertanto il Giraud ed i suoi lavori rientrano in approfonditi controlli. L’auspicio di tutti è che la rapidità degli interventi in corso per rendere lo stadio a norma per l’approssimarsi dell’inizio della prossima stagione sportiva possa trovare un esito positivo e veloce senza ulteriori intoppi. Il Savoia ha già dato il benvenuto alla nuova triade insediatasi. ‘…Il Savoia Calcio dà il benvenuto alla Commissione Straordinaria nominata dal Governo, all’esito dell’attività istruttoria svolta dalla Prefettura di Napoli guidata dal Prefetto Michele di Bari, per amministrare il Comune di Torre Annunziata. Rivolgiamo i nostri migliori auguri di buon lavoro al Prefetto Gianfranco Tomao, al Viceprefetto Roberto Esposito e al dirigente ministeriale Gianluca Orlando, chiamati a guidare la città in una fase delicata ma decisiva per il suo futuro..’ salvo poi un doveroso passaggio proprio sul Giraud. ‘…C’è poi una ferita che riguarda direttamente il Savoia, i suoi tifosi e tutta Torre Annunziata. A causa dei ritardi accumulati negli interventi sullo stadio comunale, oggi il Savoia non può iscriversi al campionato di Serie C giocando nella propria città. Come è noto, tra i requisiti richiesti vi è la disponibilità di un impianto omologato nei termini previsti dai regolamenti federali e, purtroppo, i lavori non saranno completati entro tali scadenze. È forse il simbolo più evidente dell’incapacità amministrativa che ha caratterizzato questi anni. Il Savoia ha conquistato sul campo il diritto alla Serie C. La città, invece, non è stata messa nelle condizioni di accompagnare questo straordinario risultato sportivo con infrastrutture adeguate e completate nei tempi necessari. Per troppo tempo abbiamo ascoltato annunci, promesse e cronoprogrammi che non hanno trovato riscontro nella realtà dei fatti. Per questo rivolgiamo un appello ai commissari straordinari affinché seguano con la massima attenzione il completamento delle opere già avviate e garantiscano il rispetto dei tempi previsti. Da quanto ci risulta, i lavori dovrebbero concludersi nei primi giorni di settembre. Ci auguriamo che ciò avvenga realmente e senza ulteriori rinvii, consentendo finalmente al Savoia e ai suoi tifosi di tornare nella loro casa. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: lavorare, investire sul territorio, promuovere il nome di Torre Annunziata e contribuire concretamente alla crescita della nostra comunità…’. Intanto il club ha chiesto alla Lega Pro, in previsione della stesura dei gironi e del calendario, di poter iniziare il campionato in trasferta proprio per concedere ulteriori giorni per l’ultimazione dei lavori al Giraud. Di sicuro la prima si giocherà lontano da Torre Annunziata, non si esclude, qualora si fosse agli sgoccioli, di disputare anche la seconda di campionato fuori dalle mura amiche.
UNA STORIA DI PEREGRINAGGI – Non è la prima volta che il Savoia è costretto a chiedere ad altre città la disponibilità del proprio impianto. Da Grumo Nevano a Frattamaggiore, da Torre del Greco a Cardito, da Pagani a Sarno, da Salerno a Mugnano, passando per lo stadio San Paolo ora ‘Maradona’, in passato la passione di un’intera tifoseria è dovuta peregrinare dappertutto pur di sostenere il proprio vessillo.
IL CASO CASTEL DI SANGRO – L’ipotesi iniziale del ‘Liguori’ com’è nata è subito tramontata per ovvi motivi di rivalità tra le tifoserie. Si è poi fatta avanti l’alternativa Latina ma anche questa è stata riposta nel cassetto. Di seguito è nata è si è concretizzata la soluzione Castel di Sangro. Il Savoia in questo caso aveva ottenuto il nullaosta del sindaco e della Commissione Impianti Sportivi della FIGC ma, come un fulmine a ciel sereno, pochi giorni fa, l’11 giugno per l’esattezza, la Commissione Provinciale di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli (organismo con sede presso la Prefettura de L’Aquila) ha espresso parere negativo, richiedendo ulteriori adempimenti nonostante si parlasse di un impianto con capienza inferiore ai 7.500 posti. Una presa di posizione che fa restare tutti basiti anche perché il ‘Patini’ da anni accoglie il ritiro della S.S.C. Napoli che porta in terra abruzzese migliaia di tifosi senza che per questo sia mai accaduto nulla.
L’IPOTESI GIUGLIANO – Nelle ultime ore ecco balenarsi la possibilità del ‘De Cristofaro’ di Giugliano. La struttura da alcuni anni vede la squadra cittadina giocare il campionato di Lega pro in pianta stabile, pertanto non ci sarebbe nessun problema strutturale o normativo al suo utilizzo. Lo stadio è di proprietà del Comune, il club è guidato dalla famiglia Mazzamauro, già al Savoia. Non sarebbe la prima volta che i bianchi venissero ospitati nella città della mela annurca. Sotto la presidenza Moxedano nel campionato 1998/99, quello che si sarebbe concluso per la promozione in serie B, il Savoia vi disputò le gare ‘interne’ contro Fermana e Lodigiani.
(Rodolfo Nastro)
