CAVESE-SAVOIA. Le parole dei protagonisti Mignemi e Formisano fanno mea culpa: “Sconfitta meritata”. L’ex Masitto può tornare a sorridere dopo la grande prestazione dei suoi ed il gol ritrovato di Orlando

https://www.solosavoia.it/2026/09/27/cavese-savoia-le-parole-dei-protagonisti/

interviste_cavese-savoia_26-27Il Savoia fa mea culpa. Nel post gara sono il diesse Mignemi e mister Formisano a riflettere sulla pesante sconfitta contro la Cavese. Parole chiare, comprensione degli errori. Sul fronte metelliano è giustificata la gioia del grande ex mister Masitto e di Orlando.

ONESTA’ INTELLETTUALE – Il direttore sportivo Mignemi ci mette la faccia e senza giri di parole o alibi ammette quanto accaduto al ‘Simonetta Lamberti’.

“Una sconfitta meritata. La Cavese ha fatto quello che in genere facciamo noi. Ha giocato con determinazione, cattiveria e carattere. Noi non siamo stati bravi a rimanere in partita. Dopo Casarano pensavamo che la strada fosse in discesa, non è così. I nostri avversari si sono presentati come fosse l’ultima spiaggia, noi abbiamo commesso tanti errori”.

Mignemi non vuol parlare dei singoli quando gli viene fatto notare che l’attacco sta deludendo. Dopo sette gare Nepi non ha mai segnato, Yeboah, dopo un buon inizio non centra più la porta.

“Non dobbiamo parlare dei singoli, è l’atteggiamento della squadra che va cambiato. Ho fiducia nei ragazzi e sono convinto che hanno preso da lezione quanto accaduto. Faremo di tutto per difendere la categoria”.

TUTTO STORTO – Il tecnico Formisano la scorsa settimana non si capacitava su come il Savoia non fosse riuscito a vincere una partita stradominata con il Casarano, stavolta lo stato d’animo è identico ma il motivo è diametralmente opposto: la squadra non ha fatto nulla di quanto preparato prima del match.

“La Cavese ha messo in campo la fame di chi vuol vincere e non sbagliare. Noi dobbiamo imparare a stare in questo tipo di partite. Loro hanno utilizzato il nostro stesso modulo e ci sono venuti a prendere sui nostri riferimenti. Mi spiace davvero che noi non abbiamo avuto la stessa fame”.

Mister, siete stati sorpresi dall’avversario, eppure si sapeva che, dopo le due sconfitte di fila, la Cavese avrebbe fatto la partita della vita.

“In settimana ci siamo allenati bene, ero convinto che i ragazzi avessero compreso tutti. Mi prendo le responsabilità per non aver capito questa gara. Abbiamo da imparare tanto da loro, ci hanno messo esperienza e cattiveria. C’è da lavorare ma non facciamo drammi. Io non mi esalto nei momenti di gioia e non mi abbatto in queste circostanze. Dobbiamo essere lucidi nel capire cosa non è andato. Sono certo che contro il Monopoli ripartiremo dalla lezione che ci ha dato questa sconfitta”.

GIOIA CAVESE – Francesco Orlando è alla prima marcatura stagionale. Un gran gol, quello del 2 a 0 seppure nato da un evidente errore in fase di disimpegno del Savoia.

“Cercavo questo gol da inizio campionato. La cosa più importante è aver vinto un derby molto sentito dai nostri tifosi. La differenza con loro l’ha fatta l’approccio. Noi, sin dall’inizio, abbiamo messo in campo una determinazione incredibile”.

Mister Cristiano Masitto rievoca ricordi bellissimi. Fu tra i protagonisti della storica promozione in B del 1999. Suo il primo gol alla Juve Stabia nella finale per la cadetteria, ad Avellino. Stavolta ha incrociato, da avversario i destini del Savoia, ed ha rifilato una evidente lezione tattica e di umiltà agli avversari.

“Faccio i miei complimenti al gruppo. Per noi era auna gara importante, l’abbiamo affrontata con organizzazione ed equilibrio. Volevamo questa vittoria per regalarla ai nostri tifosi. È stata una bellissima serata. Prima del match sentivo tante critiche, vorrei ricordare che in sei partite avevamo giocato solo due volte in casa ed affrontato le attuali prime quattro del girone. Sono elementi che vanno considerati per rispetto al nostro lavoro. Sono orgoglioso del risultato del campo contro una squadra fastidiosa, che sa metterti in difficoltà. Ma siamo stati camaleontici e ci siamo adattati al loro modo di giocare. È stata l’arma vincente”.

(Rodolfo Nastro)





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