Una serata vissuta intensamente, entusiasmo alle stelle, due ore di full immersion nel mondo Savoia. Ecco le caratteristiche salienti della presentazione ufficiale del Savoia 2026/27 a pochi metri dal mare nell’incantevole location del ‘Rena Nera Beach’. Gli ultras sono stati straripanti e coinvolgenti, i protagonisti sul palco non da meno, a cominciare dallo scatenatissimo Principe Emanuele Filiberto e dalla grande personalità del patron Nazario Matachione. Viviamo i punti salienti della serata presentata dal responsabile comunicazione Luigi Capasso, coadiuvato da Erika De Vivo.
UNA FAMIGLIA – Il messaggio forte che dirigenza e calciatori hanno lanciato è che il Savoia sia una grande famiglia, su di giri nei momenti di gioia, unita più che mai nelle situazioni difficili. Questa unità d’intenti è stata l’arma vincente dei bianchi vincitori dello scorso campionato, lo sarà anche quest’anno tra i mille rivoli di una Lega Pro che, ai nastri di partenza, vede il girone C come il più competitivo di tutta la terza serie.
LA ‘A’ IN CINQUE ANNI – Emanuele Filiberto sa come scaldare la folla e dopo un video messaggio iniziale si trasforma in vero e proprio mattatore sul palco.
“Quando lo scorso anno in questa stessa location promettemmo la B in 5 anni, il precedente sindaco, e non solo, rideva, ci diceva ‘pensate prima a questa stagione’. Noi abbiamo vinto il torneo e qui mi sento di lanciare una nuova sfida, convinto che potremo centrarla. Tra cinque anni il nostro obiettivo è la serie A. Nulla ce lo vieta, bisogna lavorare e noi questo lo sappiamo fare bene”.
Savoia sull’onda, tanto per citare le ultime squadre capaci di centrare un filotto di promozioni, di Monza e Como. Momenti già vissuti, quindi perché non crederci, è questa la convinzione di Emanuele Filiberto.
“Il mio più profondo ringraziamento va a Nazario Matachione. Io ho vissuto da lontano questa scalata, lui è stato sempre presente sul posto e se oggi possiamo presentarci ai nastri di partenza della lega Pro lo dobbiamo principalmente alla sua tenacia”.
LA LETTERA – Il momento più intenso di tutta la serata è stata la lettera con la quale Nazario Matachione ha voluto esprimere i suoi sentimenti. Il patron ha ripercorso i momenti di vita degli ultimi 23 anni. Da quando da giovane presidente, aveva 33 anni, si affacciò, da neofita, al mondo del calcio rilevando il Savoia. Due stagioni importanti, con due finali per la promozione con Potenza e Sorrento. Poi fu ‘invitato’ a farsi da parte e lui lo face lasciando un patrimonio di giovani calciatori che avevano appena vinto il tricolore Juniores. Era il 2005, sono trascorsi anni, e lui una sera, da solo, su una panchina all’esterno del Giraud fece una promessa a se stesso: avrebbe ripreso il Savoia per condurlo dove meritava. Detto, fatto. L’incontro e l’amicizia con Emanuele Filiberto sono stati determinanti perché l’entusiasmo coinvolgente del principe ha fatto cadere tutte le remore. Nel 2023 è ricominciata l’avventura che sta proseguendo con tante luci.
Matachione sul palco non ha voluto commentare la sua lettera, e lo comprendiamo bene, per le forti emozioni che ha suscitato in li scriverla, ha però voluto rimarcare le ambizioni di questo club.
“Con Emanuele, Arcangelo Sessa, gli altri soci e con l’ingresso al 90% delle quote della società americana The Royaland nella quale è presente il principe ed importanti imprenditori statunitensi, stiamo costruendo un importante futuro per il Savoia e per la città”.
Si passa poi al tema campo.
“Chiedo a mister Formisano ed a tutta la squadra di regalarci almeno il 10’ posto nel prossimo campionato”.
Una richiesta ben pensata perché l’ultima posizione utile per l’accesso ai play off e nel primo anno di Lega Pro sarebbe un traguardo molto significativo.
Matachione tiene a ringraziare, facendoli salire sul palco, due professionisti come l’avvocato Chiacchio che coordinerà il settore legale dei bianchi e l’avvocato luigi Barbiero, coordinatore della Serie D.
VOLANO DI RISCATTO – A salire sul palco anche alcuni politici. Il senatore torrese Orfeo Mazzella elogia l’imprenditorialità nella gestione della squadra della quale è da sempre tifoso.
Molto belle le parole dell’onorevole Patriarca.
“Il Savoia deve rappresentare il volano per il riscatto sociale e culturale di questa comunità. Dalla squadra di calcio bisogna ripartire per restituire la giusta dignità a questa cittadinanza che ha bisogno di una svolta di legalità”.
FORMISANO – Passando ai protagonisti sul campo ci sembra giusto evidenziare l’intervento di mister Alessandro Formsiano, scelto personalmente da Nazario Matacione.
“Queta piazza merita tanto, la tifoseria ci sta continuando a dare attestati di stima e vicinanza. Da parte nostra ci impegniamo a dare sempre il massimo in ogni gara, nessuno si tirerà indietro. Le nostre giornate non finiscono mai ma il solo lavoro se non fosse affiancato dal cuore e dalla passione servirebbe a poco. Noi ci mettiamo tutto questo sospinti da un popolo che crede in noi”.
MUNOZ – La presentazione dei giocatori testimonia la forte emozione del gruppo, poche parole, di circostanza da parte di ognuno, fin quando tocca a Dani Munoz. Per lui è festa.
Il coro ‘loco’ dedicato alla punta spagnole saluta l’arrivo sul palco.
“Grazie a tutti, questa maglia per me rappresenta tanto. Sono davvero felice di essere rimasto al Savoia, devo tanto al presidente Matachione con il quale mi sento ogni giorno. Crede tanto in me ed io voglio ricambiare questa stima sul campo. Siete tutti fantastici, mi state facendo emozionare”.
LA CHIUSURA – Dopo circa due ore la serata giunge al termine. Tutti sul palco ma prima di tagliare la torta non poteva mancare il bianchi alè. Una degna chiusura di una bella presentazione.
(Rodolfo Nastro)
