PRONTO AL CONFRONTO. La verità di Campilongo Il tecnico è rammaricato per alcune dichiarazioni della società. Un messaggio di distensione ha ravvicinato le parti, poi la promessa di sedersi ad un tavolo e programmare la prossima stagione

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campilongo2Il bello è parlarsi guardandosi in faccia. Solo in questo modo si possono chiarire eventuali discrasie trovando, se del caso, una sintesi ed un accordo. Ma fin quando ci si limita a ‘leggersi’ sui media, il nervosismo e le ambiguità crescono. Non a caso anche i tifosi hanno voluto esprimere la propria preoccupazione con uno striscione ad evidenziare l’impasse che si sta vivendo. Abbiamo così contattato mister Sasà Campilongo (nella foto) per verificare, in maniera costruttiva, le possibilità di dialogo con la società. L’assunzione di responsabilità del tecnico ci è sembrata evidente e le prospettive sono buone.

IL RAMMARICO – Campilongo non le manda certo a dire. Nella nostra intervista, prima della gara di Andria, fu molto duro, eppure da quella partita il Savoia ne giovò arrivando sino alla sfida di Cerignola.

Ripartiamo proprio dalla semifinale play-off, è trascorso quasi un mese. Invece di futuro si assiste soltanto a schermaglie verbali.

“E’ vero. Io non credo di aver mancato di rispetto a nessuno, ho solo detto che stavano trascorrendo i giorni senza che ci fosse concretezza sul prossimo anno. Ho letto alcune dichiarazioni del figlio del presidente il cui contenuto mi  è dispiaciuto, ho scritto a Renato Mazzamauro con il quale c’è stato uno scambio di messaggi che hanno parzialmente chiarito le cose evidenziando le effettive intenzioni. Ammetto però che ad una prima lettura il rammarico è stato evidente”.

I PUNTI DEL PROGETTO – Cosa è successo in questo mese?

Sono 5 i punti che voglio mettere in chiaro. E’ vero che a dicembre abbiamo prospettato con il presidente un accordo biennale anche perché era mia volontà costruire qualcosa di importante a Torre Annunziata, non si è però parlato di cifre anche perché non sapevamo come si sarebbe conclusa la stagione”.

L’aspetto organizzativo.

Dopo Cerignola ho chiesto alla società un nuovo assetto organizzativo, nel senso che non ritenevo possibile che la domenica salissero sul bus della squadra 40 persone. Oltre la squadra ci deve essere lo staff tecnico, il diesse ed il team manager, non altri. Contestualmente ho richiesto un team manager disponibile h24”.

La rosa.

Il terzo punto ha riguardato la rosa. Ho chiesto un massimo di 10 over di qualità per programmare un campionato da vertice. A questi aggiungo gli under per giungere a quota 21/22”.

Il ritiro.

Quarto punto il ritiro. Ho chiesto un romitaggio anche in Campania di 14 giorni per amalgamare il gruppo, verificare le risposte fisiche e caratteriali, gettare le basi per uno spogliatoio coeso, a questo ho aggiunto la necessità di un altro massaggiatore in aggiunta a chi già c’è”.

E per finire le richieste di Campilongo.

Non ho chiesto un ingaggio eccessivo, un adeguamento si, lo dico senza nessun problema con la richiesta di inserire nel mio staff anche mio figlio per il quale me la sarei veduta io con il pagamento senza incidere sulle casse della società. Questi sono i punti per i quali credo si possa avere una sintonia”.

IL DIALOGO – Mister, messa in chiaro la sua posizione, a questo punto ritiene possibile un incontro chiarificatore con la società al fine di trovare una sintesi, magari dicendosi a quattr’occhi tutto quello che non è piaciuto finora ma solo per distendere i toni gettare le basi?

“Io sono disponibilissimo. Mi farà piacere incontrami con la dirigenza anche perché il rapporto è sempre stato di reciproca intesa, togliendo ovviamente le ultime incomprensioni che però mi auguro che si possano sanare a seguito di un incontro franco, vero e finalizzato a lavorare insieme per il Savoia e per Torre Annunziata, affinchè si possa costruire qui qualcosa di veramente importante come merita questa Piazza”.

(Rodolfo Nastro)





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