COMITATO TORRESE. Ecco il piano salva Savoia Il diggì Carruezzo illustra la strada da seguire per mantenere la categoria ed evitare il fallimento. Manca cederà la gestione del ramo d’azienda ai ‘torresi’ e consegnerà i libri contabili in Tribunale

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carruezzo6Il Savoia ieri ha dimostrato sul campo che nulla è impossibile: basta crederci, lavorare con impegno e costanza e qualsiasi risultato non è precluso. Probabilmente questo è lo stesso ‘credo’ che ha accompagnato e sta accompagnando Eupremio Carruezzo, giunto a Torre nella veste di direttore generale ma divenuto, ben presto, il punto di riferimento per la tifoseria. Lui, bandiera del Savoia degli anni novanta, non ha mai nascosto il suo amore viscerale per questa piazza, così da quando la proprietà ha annunciato la propria impossibilità a proseguire nell’ordinaria gestione dei bianchi, lui si è ‘caricato sulle spalle’ questo ingombrante fardello per trovare una soluzione.

IN PRIMO PIANO – “Ci ho messo la faccia e continuerò a metterla”.

Esordisce così il diggì in questa lunga e ‘rivelatrice’ intervista concessa a SoloSavoia.it.

“La situazione è ben presto peggiorata, sorprendendo me stesso e tanti ma non possiamo né dobbiamo fasciarci la testa. Il disfattismo lo lascio agli altri, a chi probabilmente non vuole il vero bene del Savoia ma attende solo la sua scomparsa per proporsi. Non è questo il modo per risolvere la situazione. Ognuno, nel proprio ambito, deve fare qualcosa. Il mio unico obiettivo è salvare il Savoia e sono certo che ci riuscirò, costi quel che costi”.

LA MEDIAZIONE – Il compito più difficile ha riguardato il lavoro di fino nel mediare tra le istanze della città e della propria tifoseria con la posizione della proprietà.

“Non è stato facile, lo ammetto. Ma sono partito da un concetto. Il muro contro muro non porta a nulla. Bisogna mettere da parte intransigenze e remore per guardare avanti. In questo sia il presidente Manca che i tifosi mi sono venuti incontro e se oggi posso annunciare importanti novità è perché ho il pieno consenso di tutte le parti”.

COMITATO DI GESTIONE – Ecco il primo punto del piano-salvezza.

“La proprietà mi ha dato il via libera a costituire un comitato di gestione del quale faranno parte imprenditori, professionisti e tifosi che amministreranno gli incassi delle prossime partite per assicurare l’ordinaria gestione, in maniera assolutamente autonoma. In pratica verrà ceduto il ramo d’azienda della parte sportiva del Savoia a questa nuova associazione composta tutta da torresi che gestiranno gli introiti della partite”.

Per Carruezzo bisogna correre.

Già in questa settimana dovremo costituire il comitato ed aprire il conto corrente in banca. In questo modo l’incasso della partita con il Catanzaro sarà subito disponibile e servirà per pagare dall’ambulanza ai vigili del fuoco, a chi fornisce l’impianto audio, fino agli steward ed agli altri fornitori delle singole gare. Se non ci muoviamo rischiamo di non giocare la prossima partita interna. La società ha assicurato la trasferta di Martina ma non è nelle condizioni di pagare un altro incontro senza incassi, come capitato con Salernitana e Foggia. D’altronde, l’idea di questa associazione era venuta fuori nell’incontro che ho avuto con i tifosi due settimane fa. Adesso che gli incassi saranno tracciati e controllati nel loro utilizzo. Mi attendo che si passi ai fatti e tutta la città partecipi in massa venendo allo stadio già da sabato prossimo. Abbiamo bisogno di loro per salvarci. Non ci sono mezze misure”.

LIBRI CONTABILI IN TRIBUNALE – Carruezzo puntualizza una premessa fondamentale per arrivare ad una positiva soluzione della delicata vicenda.

“Affinchè l’operato del comitato di gestione possa trovare piena efficacia, l’amministratore unico dovrà consegnare i libri contabili al Tribunale (sezione fallimentare del Tribunale Civile di Torre Annunziata ndr). Ciò dovrà accadere entro il mese di marzo per consentire la nomina immediata del curatore. In tal senso ho ricevuto piena disponibilità della proprietà a tale mia istanza che mi era stata fortemente richiesta dalla tifoseria nelle riunioni che ho avuto in questi giorni”.

LA LEGGE FALLIMENTARE – Tecnicamente, ai sensi dell’articolo 155 della legge fallimentare che fa espresso richiamo all’articolo 2447bis del Nuovo Codice Civile, vi è la possibilità di creare ‘patrimoni destinati’ separando di fatto la gestione. In tal modo il curatore nominato dal Tribunale si troverebbe facilitato nella gestione ordinaria che sarebbe lasciata nelle mani del comitato ‘torrese’, mentre per quel che concerne le altre operatività, procederà ad accertare l’ammontare delle esposizioni, verificherà l’esigibilità dei crediti, in primis la fidejussione di 600mila euro presente in Lega ed eventuali pagamenti ancora da ricevere da parte di terzi per sponsorizzazioni o contributi. Sarà lo stesso curatore a ‘contrattare’ con i singoli calciatori eventuali abbattimenti dei loro ingaggi, alcuni dei quali sono davvero esosi. Così facendo i potenziali 2milioni di euro di debiti (buona parte dei quali che matureranno il 30 giugno con le spettanze complessive dei giocatori) potranno, alla prova dei fatti, ridursi notevolmente. In sede di curatela saranno anche accertate eventuali responsabilità civili, penali ed amministrative di chi ha gestito il Savoia.

Con questa soluzione gli incassi saranno ‘separati’ dalla restante parte della procedura concorsuale, quindi non aggredibili da terzi, essendo ‘destinati’ alla prosecuzione dell’attività sportiva, rientrante nell’oggetto sociale dell’A.C. Savoia 1908.

MANTENERE LA CATEGORIA – L’apertura della procedura concorsuale non porterebbe automaticamente al fallimento, essendo quello del curatore un compito ‘esplorativo’ proprio per verificare la possibilità del venir meno dello stato di insolvenza.

Su questo punto Carruezzo è categorico.

“Il pessimismo lo lascio agli altri. Comprendo lo stato d’animo di tutti ma non è bello gettare ulteriormente nello sconforto una piazza già provata. La costituzione del comitato e la consegna dei libri in tribunale con la nomina del curatore potranno solo portare a conseguenze positive, rispetto al totale immobilismo nel quale siamo piombati. Non possiamo impantanarci perché a differenza del Parma nessuno verrebbe in nostro aiuto. Per questo chiedo compattezza nel dare fiducia a questo nuovo progetto che potrà evitare il fallimento inteso come scomparsa del club, bisogna salvaguardare il titolo e le attività”.

Ma la salvezza?

“Quella dovrà prima passare per il campo. Credo che tecnico e giocatori siano in piena sintonia per conquistare la permanenza in categoria, primo miracolo di questo stagione. La vittoria di ieri ne è la dimostrazione. Le concomitanti sconfitte delle dirette concorrenti, dimostrano che ancora tutto è in gioco. A questo punto il comitato sarebbe garante essenziale per la prosecuzione del Savoia. Chi vorrà avvicinarsi, ed una società con un titolo in Lega Pro è molto più ‘appetibile’ di una retrocessa, dovrà confrontarsi con i torresi che assicureranno la loro buona parte in termini di contributi. Solo così potremo evitare il ripetersi di situazioni come quella che stiamo vivendo e che Torre ha già vissuto più volte negli ultimi anni. La salvezza ed il futuro del Savoia passano per Torre Annunziata, rimbocchiamoci le maniche e guardiamo avanti”.

(Giovanni Caracciolo)





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