IN & OUT. Il pagellone di fine anno (PARTE 2) Sul banco degli imputati tecnici e società. Mercato scadente. La ‘guerra’ intestina tra Manca e Maglione non ha di certo giovato all’ambiente

http://www.solosavoia.it/2014/12/27/il-pagellone-di-fine-anno-parte-2/

manca-maglioneSeconda parte del nostro pagellone di fine anno. Dopo aver dato i ‘voti’ alla squadra, divisa per reparto, passiamo a giudicare i due tecnici che si sono alternati sulla panchina dei bianchi e la società.

I TECNICI 4,5Da Giovanni Bucaro a Guido Ugolotti la tanto auspicata svolta non c’è stata. L’ex allenatore del Grosseto ha rilevato la squadra dopo 10 turni con il Savoia terz’ultimo. Alla diciottesima già disputata, la posizione in classifica è la stessa. Bucaro, nella sua parte di stagione, ha ottenuto 7 punti a seguito di una vittoria, quattro pareggi e cinque sconfitte. Per Ugolotti in otto turni un successo, tre pareggi e quattro sconfitte. La media punti dell’ex Sorrento è di 0,7 a gara, per l’attuale guida tecnica è di 0,75. Poca cosa ad evidenziare che chi è subentrato non ha fatto poi tanto meglio di chi c’era prima. Partendo da questi dati è ovvio che per entrambi il giudizio è insufficiente. Un 4,5 a testa con motivazioni leggermente diverse. Bucaro ha avuto a disposizione un intero ritiro nel quale ha pressato la società per acquistare il maggior numero di calciatori possibile, al fine di svolgere la preparazione con quasi tutta la rosa a disposizione. Su questo c’è stata una divergenza di vedute con il diesse Obbedio che avrebbe preferito ritardare di qualche settimana gli interventi di mercato, per scegliere con maggior oculatezza i nuovi acquisti. L’intervento di Maglione ha ‘tranquillizzato’ la situazione, volgendo l’ago della bilancia alle richieste dell’allenatore. E’ stato questo il primo grande errore di valutazione operato dall’amministratore unico. Con l’organico ottenuto, Bucaro è subito uscito dalla Coppa Italia, due sconfitte in altrettante gare. Si è corso ai ripari con ulteriori interventi di mercato che, alla lunga, si sono dimostrati non sufficienti. Il campionato è iniziato in salita con appena un punto nelle prime tre, uno score che l’indomani di Savoia-Benevento (2-3) aveva portato il presidente Manca a voler fare piazza pulita dell’intero staff tecnico, Obbedio e Maglione compresi. L’epurazione fu evitata dal mettersi di traverso di Maglione e Bucaro restò al suo posto. Ne seguì una reazione mentale, per le successive quattro gare il Savoia ottenne punti importanti: una vittoria (ad Aversa) e tre pari (Lecce, Barletta e Ischia), poi il tunnel delle tre sconfitte di fila e l’esonero dopo l’1-2 casalingo col Martina. C’è stato da dolersi per i due rigori falliti con Barletta e Martina che avrebbero potuto indirizzare il destino di Bucaro in altro modo, ma il calcio è anche questo e alla fine è il risultato quello che conta. Con l’ex tecnico i bianchi non hanno trovato una propria identità di gioco. Si è partiti dal 4-3-3 per poi ritrarre sul 3-5-2, una sconfessione del proprio credo calcistico che ha evidenziato i tanti errori commessi nella costruzione della squadra. A questo si aggiunge che Bucaro non è riuscito a tenere in mano lo spogliatoio. Troppi malumori tra i giocatori, con quelli della vecchia guardia (eccezion fatta che per Scarpa) messi ai margini. Una situazione ‘esplosiva’ che ha costretto Maglione a cambiare. Dall’undicesima giornata, trasferta a Catanzaro, è arrivato Guido Ugolotti, vecchio pallino dell’avvocato napoletano, reduce dalla positiva esperienza di Caserta (secondo posto) ma a spasso perché non confermato dai falchetti. Anche il giudizio su Ugolotti è molto severo. Il 4.5 che ‘merita’ è figlio di iniziali parole di ampio ottimismo: “Sono abituato alle sfide, ci salveremo”, diventato pessimistiche nell’ultima conferenza di stagione: “Sono molto preoccupato, bisogna intervenire sul mercato”. Come dire in due mesi non è migliorato nulla, anzi, se proprio vogliamo dirla tutta la mancanza di identità registrata con Bucaro si è acuita con ben 4 schemi diversi utilizzati in otto gare (4-3-3, 4-4-2, 3-5-2-, 4-4-1-1) a confondere ancor di più i giocatori in campo. L’aver poi gettato le responsabilità della mancanza di risultati sulla vicenda societaria non gioca certo a favore dell’allenatore, il cui compito è anche quello di tenere la squadra fuori da qualsiasi ingerenza esterna. Non c’è riuscito e questo pesa sul suo giudizio.

LA SOCIETA’ 4Il voto più basso in assoluto spetta alla società nel suo insieme. Ci riferiamo sia alla proprietà, il Consorzio Segesta, sia a chi ha gestito il Savoia in questo periodo, ovvero Francesco Maglione. La disamina va scissa in due filoni:la costruzione della squadra e la gestione dell’azienda Savoia. Sul primo aspetto nonostante nell’organigramma sia presente un direttore sportivo che risponde al nome di Antonio Obbedio, è evidente che l’intero mercato sia stato condotto da Maglione. A lui vanno le ‘colpe’ del fallimento tecnico di questa squadra, dalla scelta degli allenatori (entrambi) a quella dei calciatori. Si è puntato sui giovani per ottenere i contributi federali e per valorizzare i migliori al fine di far cassa. Tutto sbagliato. Gli under giunti a Torre si sono dimostrati al di sotto delle aspettative, acerbi per la categoria. Discorso over, altro fallimento. Cipriani, Di Piazza, Di Nunzio, Corsetti, tutti calciatori dall’ingaggio elevato ma dal rendimento insufficiente. A ‘tirare il carro’ Scarpa e Del Sorbo, già in organico. Il voto al mercato è 3. Per quanto riguarda le vicende societarie, la proprietà ha la colpa di non aver più dato segno concreto di se dal 16 settembre scorso. In questi tre mesi di ‘interregno’ di Maglione, l’unica voce ufficiale è stata proprio quella dell’avvocato in evidente contrasto con l’architetto Manca, rappresentante della proprietà. Una ‘guerra’ intestina che ha incattivito l’ambiente e disorientato i tifosi nel partito del pro e contro. Una situazione critica che forse potrebbe aver trovato la sua soluzione nel comunicato dello scorso 22 dicembre a firma di Manca con il quale è stato definitivamente ‘sfiduciato’ Maglione ed il suo consulente De Vita. La convocazione che questi ultimi hanno ricevuto per il prossimo 29 dicembre sa tanto di resa dei conti con l’estromissione dell’attuale governance societaria e l’insediamento di un nuovo direttore generale/sportivo che faccia il mercato e gestisca la società fino al termine della stagione.

(Redazione)





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