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FOGGIA-SAVOIA. Il pagellone Checcucci e Sirigu in continuo affanno, Esposito e Sabatino non pervenuti. Bene Malaccari, Di Piazza entra nella ripresa ed è il migliore dei suoi

FOGGIA-SAVOIA. Il pagellone

19-10-2014 – SANTURRO 6 – Nessuna responsabilità sul gol partita di Iemmello. Bravo ad inizio ripresa a salvare la sua porta, con un gran colpo di reni, sulla conclusione di Bollino. Ormai è una sicurezza per la porta dei bianchi. Il problema è che i suoi compagni vanno troppo a fasi alterne.

CHECCUCCI 5 – Troppo lento, si fa continuamente infilare di Iemmello come in occasione del gol. Il numero 9 foggiano fugge via al momento della punizione calciata da Cavallaro e lui, con la ‘complicità’ di Sirigu, resta fermo come una statua di argilla (dal 33’ s.t. DEL SORBO S.V.).

SABATINO 5 – Non combina niente di positivo. Sempre in ritardo, non si propone mai, sbaglia anche tocchi facili. Oggettivamente vedere Panariello non convocato con un Sabatino del genere non fa un bell’effetto.

RINALDI 6 – L’unico dei tre di difesa a guadagnasi la sufficienza. Svolge il compito assegnato senza sbavature, purtroppo i due compagni di reparto ne combinano di tutti i colori.

SEVIERI 5,5 – Si impegna, combatte, non si da mai per vinto. Cerca anche la via del gol su punizione ma la palla termina di poco a lato. Meglio nelle precedenti esibizioni.

SIRIGU 5 – Voto simile a quello di Checcucci. Nella tana del Foggia non entra mai in partita, in continuo affanno sugli attaccanti avversari che in più di un’occasione lo ‘puntano’ per liberarsi al tiro.

MALACCARI 6 – Tra i pochi a salvarsi nel marasma generale del primo tempo. Torna in campo dopo due turni di stop e si vede che ha una gran voglia di mettersi in evidenza. Sempre in partita, tenta di impostare le azioni d’attacco dalla sua zona di competenza. Bravo a salvare la porta anticipando Cavallaro sulla linea.

GALLO 5,5 – Fa poco. In forse fino a poche ore dal match, Bucaro lo manda in campo e lo tiene dentro per l’intera partita. C’è da chiedersi se quella del tecnico è stata solo pretattica o ‘incoscienza’ nell’annunciare che il centrocampista era in fortissimo dubbio. Di fatto Gallo non incide sul match, probabilmente Gargiulo poteva essere più utile alla causa.

D’APPOLONIA 5,5 – La forza di volontà non gli manca ma è poco incisivo. Tanti i palloni giocati ma tanta anche l’imprecisione. Clamoroso quando al 57’ cicca la palla su perfetto passaggio di Gallo. Subisce al 95’ un fallo in piena area che avrebbe potuto portare al rigore.

SCARPA 5 – Il capitano è poco lucido. Porta palla fino al limite ma non la ‘scarica’ mai con la giusta precisione. Una stanchezza comprensibilissima visto che Scarpa finora ha dato oltre ogni più rosea aspettativa. Quando la benzina finisce definitivamente Bucaro lo sostituisce (dal 22’ s.t. POMPILIO 6 – Un ex che ne sostituisce un altro. Come Scarpa anche Pompilio ha indossato la maglia dei satanelli. Tenta su punizione la via del gol. Peccato che non gli vada bene. Ma la notizia più importante è che è nuovamente a disposizione dopo due mesi di stop).

ESPOSITO 5 – Bucaro lo inserisce a sorpresa nella formazione titolare, per premiarlo dopo la buona prestazione di Salerno. La scelta, però, si rileva quasi subito sbagliata. Il giovane centrocampista non entra proprio in partita, perde tutti i contrasti, non offre alcun contributo alla causa in un primo tempo da dimenticare. Conseguenziale la sua sostituzione d inizio ripresa (dal 1’ s.t. DI PIAZZA 6 – Parte dalla panchina ma è forte il suo desiderio di essere del match. Al 46’ Bucaro lo fa entrare e lui si rivela il migliore dei suoi. Si rende subito pericoloso, peccato che al momento della conclusione si perda il pallone tra i piedi. Per il resto è costantemente proiettato alla ricerca del pari).

BUCARO 5 – Le sue scelte non convincono. Mettere in campo Esposito nella tana del Foggia non è stata un’idea proprio brillante, come quella di far giocare Gallo tenendo Gargiulo in panchina. ‘Attaccarsi’ al rigore non dato ed alle assenze di Cipriani e Calzi sembrano più sterili difese d’ufficio che argomenti di spessore. Non è così che si conquista la salvezza.

(Redazione)





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