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RIECCOLO. Torna a parlare Quirico Manca SoloSavoia.it è riuscito a ‘strappare’ un’importante intervista al presidente del Consorzio Segesta: “Altro che fallimento, venite allo stadio”

RIECCOLO. Torna a parlare Quirico Manca

07-10-2014 – Silenzio, parla Manca. Finalmente! Dopo numerosi ‘tentativi’, SoloSavoia.it è riuscito a strappare in ESCLUSIVA una lunga intervista-chiarificatrice a Quirico Manca, legale rappresentante della Segesta, proprietaria del Savoia. Il presidente onorario ha risposto al fuoco di fila delle nostre domande per discernere i numerosi lati ‘oscuri’ di queste ultime settimane contrassegnate, per buona parte, da uno scontro frontale con l’amministratore Maglione, prima di mettere la parola fine alle polemiche con la riaffermazione di ‘chi comanda’ e la rinnovata fiducia nel management societario.

Con Manca abbiamo affrontato praticamente tutti i temi sul tavolo. Dal suo ‘silenzio’, all’assenza alle partite. Abbiamo discusso di soci e sponsor, di squadra e futuro, di costi, di tifosi ed ovviamente del suo attuale rapporto con Francesco Maglione.

SILENZIO INTERROTTO – 23 giorni di un silenzio ‘assordante’. Dopo Savoia-Benevento, Quirico Manca non ha più parlato. Perché?

“Dopo la partita con il Benevento si è aperta una discussione tra proprietà e dirigenza che siamo riusciti a far finire in tempo reale sulla stampa. Ho ritenuto opportuno, in quanto rappresentante della proprietà, fare un passo indietro ed astenermi dalla comunicazione per valutare, con i miei soci, il da farsi. Da giorni mi avete richiesto un’intervista chiarificatrice ed oggi ho ritenuto maturi i tempi per concederla a SoloSavoia.it. Sono molto abituato alla comunicazione aziendale, credo che ci sia un momento opportuno anche per il silenzio. Mi ritengo una persona schiva alla quale non piace il protagonismo mediatico. Diciamo che in questo periodo ho osservato, registrato e fatto importanti valutazioni”.

L’assenza della sua favella è stata ‘sostituita’ dal tanto parlare del direttore generale Maglione. La frattura con quest’ultimo, che sembrava insanabile, come si è sistemata?

“In realtà non vi è stata una frattura. Una dura discussione sicuramente si. Francesco Maglione ha difeso strenuamente il suo progetto e si è deciso di continuare su questa linea. A rigor del vero, dalla domenica successiva alla partita con il Benevento, la squadra sta perseguendo risultati soddisfacenti.  Conosco Maglione da meno di un anno, ci ha presentati il comune amico Gianni De Vita, che cura gli aspetti fiscali e della normativa sportiva della Società Savoia. Francesco è uomo di grande esperienza calcistica e di grandi passioni, credo che la nostra discussione lo abbia colpito molto. Da ciò è anche scaturita una sua necessità di comunicare in maniera forte gli obiettivi del Savoia e la paternità del progetto tecnico che si sta portando avanti”.

GUERRA E… PACE – E’ vera pace o tregua?

E’ assoluta unità d’intenti verso gli obiettivi dichiarati dal Savoia per la stagione in corso. Francesco ed io mettiamo in campo esperienze e professionalità diverse e, soprattutto, facciamo lavori diversi. Per lui il calcio, oltre che passione, è professione. Credo che un disaccordo ci possa stare tutto. E’ stato negativo farlo arrivare in piazza, mi prendo la mia parte di responsabilità”.

Perché non è più venuto al Giraud? Quando tornerà a vedere il Savoia?

Semplici coincidenze di tempo. Ho una vita lavorativa intensa ed una famiglia molto giovane. Avevo promesso alle mie bambine, da tempo, un fine settimana insieme ed ho saltato la trasferta di Aversa. Con Lecce e Barletta sono stato anche io vittima di quello che sento definire “spezzatino” del calendario. Impegni di lavoro mi tenevano fuori Napoli. Per l’Ischia ero con Gianluca Marciano, Orlando Santaniello e le nostre famiglie in Sardegna per il matrimonio di una carissima amica e collaboratrice. E questo era tutto già programmato. Anche se fisicamente non presente, ho partecipato all’organizzazione degli eventi e seguito le partite. Sabato si va tutti a Salerno a tifare Savoia”.

IL PROGETTO CONTINUA – La nuova proprietà è espressione di Quirico Manca, legale rappresentante del Consorzio Segesta. E’ la continuità nel progetto?

“Detta così suona male. Sembra un colpo di stato. L’operazione societaria dello scorso 30 settembre ha riportato in equilibrio l’assetto del Savoia come impresa. Oggi l’AC Savoia 1908 S.r.l. è società autonoma che ha come socio unico il Consorzio Segesta. Quest’ultimo, nella passata stagione e per le esigenze di avvio di quella in corso, compreso il pegno per la  fidejussione, i corrispettivi per l’iscrizione ed i lavori allo Stadio Giraud a carico del Savoia, ha provveduto a finanziare la società calcistica. E’ quindi stato tecnicamente necessario fare questo tipo di passaggio. Tengo a chiarire che il trasferimento di quote era stato già programmato, tra i soci ed i consulenti del Consorzio e del Savoia, prima dell’estate. Nelle cariche onorarie attribuite a noi vecchi soci e nella collaborazione che si darà agli obiettivi del Savoia, nulla è mutato. Ho letto fantasiose versioni ed oscure trame intorno a questo passaggio di quote. Credevo che con il comunicato stampa di venerdì avessimo fatto chiarezza. Speriamo che oggi sia ancora più chiaro. Mi ha chiesto se tutto questo rappresenta continuità. Le rispondo che rispetto agli obiettivi del progetto Savoia, è un pieno si”.

SOCI E SPONSOR – Ci sono nuovi soci in arrivo? Ci sono sponsor pronti?

“Se non me lo aveste chiesto, ve ne avrei parlato in autonomia. Sono stato accusato di tutto. Dall’aver sbandierato soci e sponsor al non avere capacità di marketing. Va bene, parliamone.

Mai sbandierato nuovi soci. Ho parlato più volte della nostra volontà di aprire la partecipazione al Savoia a nuovi soggetti. Le mie conferenze a riguardo sono disponibili in video e audio sul sito internet del Savoia. Credo che una partecipazione più ampia possa dare nuove occasioni ed opportunità maggiori al Savoia. Non ho una poltrona o una carica alla quale sono attaccato”.

Avete avuto contatti?

Si, anche più di uno. Si interessano a noi perché il progetto tecnico è bello, di basso profilo rispetto alla classifica e quindi non ha costi previsti alti e la Società ha debiti al corrente. Significa che non ha metastasi e paga a giro ordinario. Detto questo, potremmo passare  a parlare della crisi economica e alle derivanti condizioni delle imprese. Ma credo sia noto a tutti.

Ribadisco comunque la nostra totale apertura alle partecipazioni in società. Chi vorrà operare con serietà nella salvaguardia del marchio e della piazza sarà il benvenuto”.

Capitolo sponsor. Novità in vista?

“La realtà è che si raccoglie molto meno di quanto si possa prevedere. E non è solo questione di capacità. La Lega Pro, soprattutto per una neo promossa, è un grande ibrido. Esigenze da serie maggiori e ricavi incerti. Lo sponsor di alta visibilità preferisce le offerte di Serie A, dove grazie alla televisione e alle grandi superfici disponibili puoi essere visto da tantissima gente a costi accettabili. In Lega Pro vedo gli stadi delle nostre avversarie tappezzati di piccoli sponsor locali. Anche noi abbiamo il fronte tribuna con 110 metri lineari coperti di striscioni. Ma i locali sono pochi”.

Vuol dire che la Torre Annunziata imprenditoriale e commerciale non ama il Savoia?

“Dico solo che abbiamo lanciato l’abbonamento sostenitori a 500 euro, appunto per chi vuole sostenere senza arrivare a grosse cifre. Vi aspettiamo. Nel frattempo stiamo proponendo a potenziali sponsor eventi ed altre iniziative. Qualche sorpresa potrebbe esserci già domenica prossima.”

IL 16 OTTOBRE – Il prossimo 16 ottobre è una normale scadenza di adempimenti economici oppure una data chiave?

“Dal punto di vista formale è la prima scadenza sottoposta a controllo dall’iscrizione in Lega Pro. Per il resto ho già detto, il Savoia sta sostenendo i propri impegni e continuerà a farlo. Inutile dirlo, migliorare i ricavi con maggiori incassi allo stadio e nuove sponsorizzazioni sarebbe sicuramente preferibile.

Parlando sempre da buon gestore, è da sottolineare che una partita di Lega Pro ha costi molto elevati rispetto a quelle dello scorso anno. Si tenga conto del raddoppio del numero degli steward, delle esigenze di pre-filtraggio e delle stesse relative al pronto soccorso. Costi non compensati da una politica di prezzo del biglietto decisamente bassa già rispetto alle nostre avversarie”.

Le ultime esternazioni di Maglione su un giornale salernitano mostrano un quadro preoccupante. Lui stesso si definisce amministratore straordinario, definendo ‘un miracolo’ l’eventuale salvezza con i conti che non sono in ordine. La situazione è così preoccupante? Se non è così, perché l’amministratore lancia questi continui gridi di allarme?

Spero e voglio credere che nel corpo di una conversazione nella quale Francesco Maglione racconta della sua carriera nel calcio, vi sia stato un fraintendimento da parte del suo collega giornalista. L’avvocato Maglione è amministratore unico assolutamente non straordinario dell’A.C. Savoia 1908 S.r.l.. La società gode di ottima salute e stabilità economico-finanziaria. Circa il versante sportivo, Francesco è uomo che non lascia spiragli di facile ottimismo. Lo dice a tutti i suoi collaboratori, credo sia anche parte del suo metodo per tenere alta la tensione sull’obiettivo. Questo rimane però un mio parere, assolutamente smentibile.

Per quello che vedo io della squadra, anche in relazione alle nostre avversarie, il Savoia può sicuramente crescere e raggiungere gli obiettivi di campionato”.

Tra le righe del comunicato della Segesta, ci è sembrato intuire che l’amministratore Maglione opererà sotto l’attento controllo della proprietà. E’ così?

“Non è scritto proprio così nel comunicato, che è stato redatto da persona esperta in ambito aziendale. Si afferma sostanzialmente che il socio unico, il Consorzio Segesta, rispetto alla controllata AC Savoia 1908 S.r.l., vigila il buon andamento aziendale e condivide gli obiettivi di campionato che sono all’origine della previsione di spesa. Non potrebbe essere altrimenti, andando alle questioni pratiche. Per farla semplice, una sbandata del Savoia porterebbe immediatamente riflessi sul pegno di Segesta della fidejussione. Altro che fallimento programmato come qualcuno ha tentato di gettare in pasto alla gente sui social”.

TIFOSI E SQUADRA – Cosa si sente di dire ai tifosi?

“Al di là del risultato e delle critiche, sostenete il Savoia. Venite allo stadio, portate tutta la città al Giraud. Tra le tante cose lette in questi mesi, la frase più bella che spesso ricorre, riguarda il fatto che società, dirigenti e calciatori passano. Il Savoia rimane. Non mi interessa quanto accaduto in un recente passato. In un anno, con le nostre difficoltà, abbiamo conquistato la Lega Pro. Adesso in ottobre la stiamo già perdendo? Mi sembra davvero fantasioso per non dire altro”.

E alla squadra?

Forti e uniti verso l’obiettivo. Lottate per la maglia. Onorate il vostro pubblico. Dai Francesco. Dai Capitano, portali con te”.

IL CASO DI PIAZZA – La tifoseria chiede un intervento deciso della società dopo il brutto gesto di sabato pomeriggio. Ci può dire se ci sarà una vostra presa di posizione disciplinare?

Ritengo di si. Ne ho parlato con Maglione. Domani pomeriggio ne avrete comunicazione in conferenza stampa”.

La nostra ultima domanda riguarda il futuro. Cosa dobbiamo aspettarci?

Stabilità e spero, tutti insieme, del sano divertimento”.

 

(Giovanni Caracciolo)





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